Buon '26!
Editoriale di inizio anno + Piffero Playlist 05/01/26
Eccoci! Innanzitutto buon anno, e spero abbiate potuto celebrare come si conviene.
Per parte mia, oltre a essere sopravvissuto, sono quasi carico — mi ci vorrà ancora un po’ in realtà, da cui il ritardo con questa uscita. Cominciamo con una playlist con un po’ di uscite dell’anno appena trascorso e non coperte, ma prima c’è qualche proposito per l’anno nuovo che voglio elencarvi:
In generale, come già annunciato, voglio scrivere con più agio, senza ammattire troppo dietro alla frequenza di pubblicazione e alla costanze dei riepiloghi e dando più spazio a post monografici di getto; in parte quindi tornando un po’ alle origini, ma forte delle costanza costruita più di recente.
In generale cercherò una maggiore sintesi ed efficacia comunicativa: resto fierissimo delle mie circonvoluzioni, per carità; ma allo stesso tempo, per esempio, non è certo un male mettere le novità per elenco — come sto facendo ora. E poi intendo rivedere la titolazione dei post rendendola più ficcante, ricorrendo meno ai sottotitoli (che, mi sembra, vengono letti poco e sono disincentivati dal formato) e mettendo in coda al titolo l’indicazione della rubrica. Non ho ancora deciso precisamente come fare, condurrò esperimenti.
Una novità che metto subito in campo: cambio ancora piattaforma per le playlist, e passo a Deezer. Non so quanto per loro opacità e quanto per mia dabbenaggine (e sicuro soltanto che la seconda ha giocato), è in queste vacanze che ho realizzato che sin dall’autunno la piattaforma permette l’esportabilità rapida delle playlist: al prezzo di un passaggio via browser, qualunque utente abbia il collegamento può esportare la playlist su Spotify, YouTube Music e Apple Music, a patto ovviamente di avere lì un profilo. Ho fatto già delle prove e funziona. Restano degli svantaggi — il passaggio in più da compiere e una certa perdita di assortimento rispetto a YouTube, che comprende tra i brani anche molti video — ma i vantaggi di un servizio che fa contenti tutti (il passaggio da Spotify al Tubo ha causato sia gioie che malumori), offre un sistema di compensazione degli artisti decente e mi fa godere di una qualità sonora ben superiore a Spotify ne fanno, per ora, la soluzione migliore. O almeno così mi pare, naturalmente attendo che mi facciate sapere. Chi usa Spotify immagino perderà qualche brano viste le defezioni; ma non posso evitarlo e del resto è il motivo principale per cui l’ho mollato a suo tempo.
Collegato al punto precedente: ricorrere a Deezer implica che, passato il periodo di prova, per continuare a usarlo dovrò iniziare a pagarlo: lo faccio di buon grado, per carità, e non mi manda in rovina (anche perché non guardo serie e gioco solo a indie minuscoli, quindi non sono abbonato a nient’altro) — ma potrebbe spingermi ad aggiungere alla newsletter qualche sistema di obolo digitale dopo tanto tempo. Devo ancora pensarla bene, ma anticipo subito che sono orientato a un sistema a offerta libera, senza aspettative.
Bene, è tutto. Ora via alla playlist. Vi lascio con Aoife Nic Dhomhnaill & Liam Lonergan; Gwenifer Raymond; Kwashibu Area Band; Lamia Yared & Efrén López; Lina & Jules Maxwell; Macdara Ó Faoláin; Matèu Baudoin & François Dumeaux; Morgan Toney; Noura Mint Seymali; Owls; Richard Dawson; Seán Mac Erlaine & Caoimhín Ó Raghallaigh; Tempvs Fvgit; Trio da Kali; Vimma.
Quanto al repertorio accademico, Eduardo Paniagua e Timpanum eseguono dal Cancionero de Úbeda; Basel Sinfonietta con Alice di Piazza eseguono Sofia Gubaidulina.
Di seguito l’immagine da cliccare per accedere alla playlist, i link agli scorsi aggiornamenti e i consueti bottoni per la condivisione. Buon rientro e alla prossima!



